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Elenco di prodotti del produttore: MALGRA' Azienda Vitivinicola

Malgrà è l’idea del vino. Il vino come progetto, frutto dell’interpretazione del Territorio libera da pregiudizi e vincoli derivanti dal blasone.

IL PROGETTO: Partendo dal Vigneto, Malgrà lavora per estrarre quel vino che l’elemento naturale Terra custodisce gelosamente nel proprio cuore. Sensibilità, esperienza, curiosità ed umiltà sono stati i principi ispiratori di Nico Conta, Massimiliano Diotto, Ezio e Giorgio Chiarle nel creare Malgrà e il suo progetto di rapporto “vigneto-vino”. IL NOME: Malgrà è il soprannome che la gente e il tempo hanno destinato a una persona per identificarla meglio. Un po’ veggente e un po’ sognatore, per il suo essere fuori dagli schemi veniva additato come il Matto del paese. Malgrà è il genius loci di Bazzana di Mombaruzzo, ispiratore e nume tutelare. FILOSOFIA: Camminando tra le vigne i sensi del vignaiolo si innervano e si contorcono, attratti e ammaliati dallo spirito del luogo. E’ così che, quasi rabdomante, l’uomo può percepire la parte invisibile e ineffabile della Terra. E’ così che egli sente quale vino potrà nascere in quel luogo e solo in quello. E’ così che, poiché ogni vigna contiene in sé la potenzialità di un solo ed unico vino, egli riuscirà a trarre dalla natura tutto il suo meraviglioso e segreto frutto. Dal rapporto continuo uomo-terra fatto di apprendimento e lotta che si ripetono, sempre uguali eppure sempre diversi, ogni giorno, ogni stagione e ogni vendemmia, nascono vini di Terrori. Vini che ripropongono il carattere, la forza e la suadente piacevolezza della terra d’origine. Terra! LA LAVORAZIONE: L’elemento naturale, il vigneto, contiene già in potenza tutte le caratteristiche che si sveleranno completamente solo nel vino a maturità raggiunta. “Nel blocco di marmo, diceva Michelangelo, esiste già la statua che si potrà ammirare al termine del paziente lavoro dello scultore”. Esiste già “quella Statua” e solo quella! Se tutto ciò è vero diventa chiaro che la lavorazione non ha altro fine che far emergere il vino dallo stato di potenza a quello di atto. Illudersi di intervenire in cantina su quel magico mix di oltre 800 sostanze racchiuse nel “corpo del vino” per indirizzare il risultato finale verso un obiettivo diverso da quello implicito nel vigneto è un errore filosofico prima ancora che tecnico-enologico. Pertanto il mestiere del wine-maker è capire il vigneto. Tutto il resto viene da sé: barrique, vinificazioni, affinamenti, temperature e curve di maturazione comprese. Malgrà si riconosce in queste idee di base e procede, in ogni fase della lavorazione, rispettando il proprio “patto con il vigneto”.

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